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UMBERTO ECO
UMBERTO ECO

Non possiamo non aggiungerci al cordoglio del mondo letterario per la scomparsa di Umberto Eco di cui abbiamo ammirato l’intelligenza dell’uomo e dell’intellettuale. Un’intelligenza tutt’altro che consensuale e già solo per questo controcorrente, ma di questi tempi così bui la morte, sia di Eco, sia di altri grandi artisti in campo diversi come David Bowie, del Leader degli Eagles, di Arrabal, Artaud e Antonio Bertoli nel campo della poesia, e di altri prima di loro nel vasto mondo dell’arte, è anche la perdita di una speranza. Della speranza che l’esempio che con la loro vita e le loro opere questi possano lasciare, oltre alla memoria e al rimpianto anche un’eredità diffusa e cioè la coscienza del sapere. Un sapere e una conoscenza che obblighi le persone a pensare, a capire, a salvare il mondo e la società e anche sè stessi. Citando un aforisma di Umberto Eco: “L’uomo colto è quello che sa dove andare a cercare un’informazione nell’unico momento della vita in cui gli serve”, comprendiamo come l’intelligenza sia davvero patrimonio non comune. La psicoscienza ci ha insegnato che l’intelligenza è la capacità di cercare la soluzione migliore in ogni circostanza della vita. Non sempre e non molte persone riescono a farlo. Certo qualcuno dirà che mettere insieme Eco e Bertoli è cosa azzardata, ma al di là del comprensibile affetto e dolore per la perdita di quest’ultimo cui ci lega un amore fraterno, vi è anche la consapevolezza di quanto abbia fatto Antonio Bertoli per far conoscere la poesia della beat generation con la Cityligths Italia in questo paese. Così come Umberto Eco, con 37 milioni di libri venduti è sicuramente l’ambasciatore del meglio che l’Italia possa produrre in tema di sapere. Aveva 84 anni. E’ stato filosofo, semiologo e grande esperto della comunicazione. Non ha mai perso la voglia di osservare la politica. Aveva appena lanciato una nuova casa editrice “La Nave di Teseo”, dopo aver rifiutato di restare in quella che lui chiamò “La Mondazzoli”, la fusione Mondadori-Rcs. E’ stato anche storico collaboratore di Repubblica e de l’Espresso. E chi non ricorda la “bustina di Minerva”, all’ultima pagina dell’Espresso? 

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Antonio Bertoli è scomparso il 21 ottobre scorso. E’ stato poeta e terapoeta, fondatore e inventore della psico-bio-genealogia che unisce la psicologia transgenerazionale all’evoluzione biologica della specie.
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