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L’Europa non sa più andare avanti nell’integrazione politica e senza questa diventa solo un corpo vuoto. Com’è possibile chiedere di sedersi ai principali tavoli mondiali come soggetto unico se Gran Bretagna, Germania e Francia non rinunciano a favore dell’Europa al posto loro spettante nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu?

Se non si può andare avanti bisogna avere il coraggio di tornare indietro riducendo il peso di un enorme apparato burocratico che divora quantità incredibili di risorse. Per gestire l’attuale livello politico dell’Europa bastano la Banca Centrale Europea e un “Governo” formato dai Primi Ministri degli Stati membri. Qualcuno dirà che 28 componenti sono troppi ma la maggior parte dei Governi nazionali è di queste dimensioni.

Tale struttura dovrebbe gestire la libera circolazione delle merci e delle persone, la moneta unica, i diritti civili.

L’attuale moneta, l’Euro, non è più ancorata all’oro ma a regole che i singoli Stati dovrebbero rispettare per garantire la capacità di rimborso dei prestiti ottenuti e la corrispondenza tra quantità di moneta circolante ed effettiva capacità degli Stati di “coprire” il valore della stessa, nel senso che se io con 1 Euro compro un chilo di arance devo essere sicuro che anche il giorno dopo con 1 Euro comprerò un chilo di arance. Non come è successo invece in Argentina che per i debiti accumulati dallo Stato, il giorno dopo me ne servivano molti di più.

Per garantire questo è stato fatto il trattato di Maastricht che ha fissato due parametri per rendere effettiva la stabilità monetaria: il rapporto deficit/Pil pari al 60% e la possibilità che la differenza fra entrate e uscite annuali sia compresa entro il 3%.

Ma ci sembra che queste cifre siano state messe a caso, quasi senza alcun criterio. La stabilità di moneta è legata alla effettiva ricchezza della Nazione altrimenti, applicando questi parametri all’Economia americana, questa dovrebbe essere classificata a livello della Grecia, visto che il rapporto deficit/Pil è oltre il 100%.

Per fare un altro esempio, il Giappone ha un rapporto Deficit/Pil pari a quasi il 300%. Qualcuno si sognerebbe di dire che Giappone e Stati Uniti sono insolventi? Evidentemente no. E allora perché non si stabilisce qualche altro parametro per cui il rapporto non è più tra debito e prodotto interno lordo, ma tra debito totale (debiti dello Stato più debiti delle famiglie) e ricchezza naturale (patrimonio dello Stato più patrimoni individuali)?

Con questo parametro l’Italia balzerebbe in testa alle classifiche, visto che il debito generale è intorno ai 2000 miliardi e le sole ricchezze private assommano a 4000 miliardi che salgono a 8000 se si considerano gli immobili.

Francia, Germania, Inghilterra sono molto più indietro di noi. Se si vuole dare una spallata alla vecchia burocrazia e costringere la Germania a desistere da una politica economica folle che strangola l’economia, bisognerebbe partire da qui.

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