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Il Magnifico Guerriero a Bassano_01_tb “Il Magnifico Guerriero” farà il suo trionfale ingresso ai Civici Musei di Bassano del Grappa, accolto come il nuovo protagonista della già magnifica Sala dei Bassano che allinea 27 capolavori della grande famiglia di artisti. Per il pubblico, ma anche per gli esperti, sarà una straordinaria sorpresa.

Di ritratti di Jacopo Bassano se ne conoscono pochi, tutti molto belli. Ne posseggono uno il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Museo di Belle Arti di Budapest e solo pochissimi altri musei. Bassano conservava solo un prezioso piccolo ritratto su rame del doge Sebastiano Venier, uno dei protagonisti della battaglia di Lepanto (1571).

Una lacuna di un grande ritratto è colmata ora dall’arrivo di questa tela (cm 109×82) che i Civici Musei hanno ottenuto in comodato gratuito, omaggio del possessore al Museo che è il fulcro degli studi intorno a Jacopo e alla sua famiglia.
“Il Magnifico Guerriero”, o più esattamente “Il ritratto di uomo in armi” rappresenta un affascinate nobiluomo dalla fulva, curatissima barba. Non un giovane ma un uomo maturo, certo aduso al comando ma soprattutto ad una vita raffinata lontano dai campi di battaglia.

Il Magnifico Guerriero a Bassano_02_tbIndossa una preziosa corazza alla moda dell’epoca, che lo costringe, ma che non riesce ad ingabbiare la sua grazia e la sua flessibilità.
Le lunghe dita, curate e perfette, non sembrano le più adatte a menar fendenti, così come il suo spadino di ferro e oro sembra più da parata che da battaglia.
Il dipinto è apparso sul mercato antiquario londinese con l’attribuzione a Jacopo Bassano e Bernard Aikema, dell’Università di Verona vi ha riconosciuto lo stesso personaggio ritratto dal pittore nella tela del Getty Museum. Vittoria Romani dell’Università di Padova ha svolto alcuni studi sull’opera confermandone la paternità e l’importanza. Il ritratto è un autentico capolavoro, in precedenza attributo a Veronese e a Pordenone, è databile al 1548, ovvero al momento più altamente manierista del maestro.

Che si tratti di un’opera altissima di Jacopo lo afferma anche Giuliana Ericani, già direttore dei Civici Musei di Bassano, che ha voluto la concessione del Ritratto per la Sala dei Bassano.
“Il Magnifico Guerriero” era finito all’estero. Lo si ritrova nel ‘700 a Melbury House nel Dorset. Va sul mercato da Christie’s nel 1968 con l’attribuzione a Paolo Veronese, non condivisa da Giuseppe Fiocco che lo riconduce invece al Pordenone. È un’opera sicuramente interessante, tant’è che di essa si occupa anche Federico Zeri.

Vittoria Romani, nello studio redatto intorno a questo capolavoro, rileva che “La condotta pittorica dell’uomo d’armi appare… in sintonia con il clima lagunare, e anzi qui Bassano, che nei ritratti giovanili condivide il registro obiettivo di Lotto e di Moretto mostrando una peculiare riservatezza di sguardo verso i ritrattati, raccoglie la sfida tutta lagunare, risalente al magistero di Giorgione, degli effetti di luce incidente e dei riflessi sulle superfici specchianti delle armature. Colate di materia accesa nei punti di massima luce si alternano a una scrittura in punta di pennello, volta a risaltare gli ornamenti con l’oro spento e a cogliere i bagliori dei profili e della cotta di maglia che luccicano nell’ombra. Il grigio del metallo vira in azzurro nell’ombra, si mescola a riflessi bruni e si accende sul fianco sinistro del rosso della camicia. Su questo brano di pittura balenante di luce si innesta con un peculiare contrasto il volto leggermente reclinato sulla spalla, che introduce una nota sentimentale inattesa, gli occhi rivolti altrove, sgranati e liquidi”.

Tolte alcune ridipinture, eseguite tutte le indagini, il Ritratto ricompare all’asta newyorkese di Sotheby’s all’inizio del 2013, proposto a poco meno di un milione di euro. Ora, rientrato in Italia, torna a Bassano, accanto ai capolavori della Famiglia.
Questo rientro è festeggiato con una serie di iniziative di prestigio: l’uscita di tre volumi degli Atti del Convegno sui Bassano del 2011, l’esposizione a Palazzo Sturm, di una selezionata parte del poderoso corpus di incisioni tratte da Jacopo.

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